Un percorso per la digitalizzazione dell'industria europea

20/04/2016

Nel presentare la sua strategia per creare un mercato unico digitale, la Commissione ha rivelato i suoi progetti per aiutare l'industria europea, le PMI, i ricercatori e le autorità pubbliche a trarre il massimo vantaggio dalle nuove tecnologie.

La Commissione europea ha presentato il 19 aprile un pacchetto di misure per sostenere e collegare le iniziative nazionali per la digitalizzazione dell'industria e dei servizi connessi in tutti i settori e per stimolare gli investimenti attraverso reti e partenariati strategici. Ha proposto inoltre misure concrete per accelerare lo sviluppo di norme tecniche comuni nei settori prioritari, quali le reti di comunicazione 5G o la cibersicurezza, e modernizzare i servizi pubblici. Nell'ambito dei piani odierni, la Commissione creerà un cloud europeo che, come primo obiettivo, fornirà a 1,7 milioni di ricercatori e 70 milioni di professionisti della scienza e della tecnologia europei un ambiente virtuale per l'archiviazione, la gestione, l'analisi e il riutilizzo di grandi volumi di dati della ricerca.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "La rivoluzione industriale dei nostri giorni è digitale. È necessario sviluppare a un livello adeguato tecnologie come il cloud computing, la scienza basata sui dati (data-driven) e l'internet delle cose affinché possano realizzare appieno il loro potenziale. Dato che le imprese mirano a espandersi nel mercato unico, anche i servizi pubblici online dovrebbero rispondere alle esigenze odierne ed essere quindi digitali, aperti e transfrontalieri fin dalla progettazione. L'Unione europea rappresenta il livello giusto per l'era digitale."

Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per l'Economia e le società digitali, ha dichiarato: "L'Europa possiede una base industriale molto competitiva ed è leader in settori importanti a livello mondiale. Ma potrà conservare un ruolo guida solo se la sua industria verrà digitalizzata in modo rapido ed efficace. Le nostre proposte mirano a questo. È necessario uno sforzo comune a livello europeo per attirare gli investimenti di cui abbiamo bisogno per la crescita dell'economia digitale."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "L'economia digitale si fonde con l'economia reale. Abbiamo bisogno di leadership e di investimenti nelle tecnologie digitali in settori quali i processi produttivi avanzati, l'energia intelligente, la guida automatica o la sanità elettronica." 


Digitalizzazione dell'industria

Molti comparti economici hanno adottato rapidamente le tecnologie e i processi digitali, ma l'industria europea deve sfruttare appieno le opportunità digitali in tutti i settori e indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa per essere competitiva a livello mondiale. I settori tradizionali (come l'edilizia, il settore agro-alimentare, il comparto tessile e la siderurgia) e le PMI sono particolarmente indietro per quanto riguarda la trasformazione digitale. Recenti studi indicano che la digitalizzazione dei prodotti e dei servizi incrementerà le entrate annuali delle imprese di oltre 110 miliardi di EUR in Europa nei prossimi cinque anni.

Diversi Stati membri dell'UE hanno già varato strategie per sostenere la digitalizzazione dell'industria, ma è necessario un approccio globale a livello europeo per evitare la frammentazione dei mercati e beneficiare delle evoluzioni del digitale come l'internet delle cose.

Come parte di questo approccio, la Commissione provvederà a:

  • contribuire a coordinare le iniziative nazionali e regionali in materia di digitalizzazione dell'industria mantenendo un dialogo continuo a livello europeo con tutte le parti coinvolte. Un quadro di governance sarà istituito dagli Stati membri e dall'industria;
  • concentrare gli investimenti nei partenariati pubblico-privato dell'UE e incoraggiare fortemente ricorso alle opportunità offerte dal piano di investimenti dell'UE e dai Fondi strutturali e di investimento europei.
  • investire 500 milioni di EUR in una rete paneuropea di poli di innovazione digitale (centri di eccellenza nelle tecnologie)in cui le imprese potranno ricevere consigli e sperimentare le innovazioni digitali;
  • definire progetti pilota su larga scala per potenziare l'internet delle cose, i processi produttivi avanzati e le tecnologie in ambiti quali città intelligenti, domotica, automobili connesse o sanità mobile;
  • adottare una normativa adeguata alle esigenze future che faciliti il libero flusso dei dati e chiarisca i diritti di proprietà dei dati generati da sensori e dispositivi intelligenti. La Commissione intende inoltre riesaminare le norme sulla sicurezza e l'affidabilità dei sistemi autonomi;
  • presentare un'agenda europea per le competenze che contribuisca a dotare i cittadini delle competenze necessarie per i posti di lavoro nell'era digitale.

L'iniziativa europea per il cloud computing  s'inserisce nel contesto di questo pacchetto e aiuterà l'Europa ad assumere una posizione di primo piano nell'economia basata sui dati.

Nel complesso, i piani presentati oggi dovrebbero mobilitare più di 50 miliardi di EUR di investimenti pubblici e privati a sostegno della digitalizzazione dell'industria. 

Norme tecniche prioritarie per incoraggiare l'innovazione digitale

Nel mercato unico digitale miliardi di dispositivi connessi — compresi i telefoni, i computer e i sensori — dovrebbero poter comunicare in modo sicuro e senza problemi, indipendentemente dal fabbricante, dai dettagli tecnici o dal paese d'origine. Per questo hanno bisogno di una lingua comune costituita da norme tecniche.

La Commissione propone misure concrete per accelerare il processo di definizione delle norme tecniche:

  • concentrarsi su cinque settori prioritari, nel momento in cui si chiede all'industria e agli organismi di normazione di stabilire le norme:5G, cloud computing, internet delle cose, tecnologie dei dati e cibersicurezza;
  • cofinanziamento di prove e sperimentazioni di tecnologie per accelerare l'elaborazione delle norme tecniche, anche attraverso partenariati pubblico-privato, per garantire la definizione tempestiva di norme tecniche allo scopo di stimolare l'innovazione e la crescita delle imprese.

Questo approccio più rapido e più mirato consentirà inoltre di accelerare lo sviluppo e l'adozione di tecnologie quali le reti elettriche intelligenti, i servizi di sanità mobile, i veicoli connessi e altri settori. L'UE prevede di sostenere la partecipazione di esperti europei nelle decisioni di normazione internazionali affinché le idee europee contribuiscano a soluzioni globali. 

Servizi pubblici digitali

I cittadini e le imprese non traggono ancora pienamente vantaggio dai servizi pubblici digitali, che dovrebbero essere facilmente disponibili in tutta l'UE. Il piano d'azione odierno per l'eGovernment permetterà di modernizzare i servizi pubblici digitali e rendere l'UE un posto migliore in cui vivere, lavorare e investire.

La Commissione propone 20 misure da varare entro la fine del 2017. Intende in particolare:

  • istituire uno sportello digitale unico che permetta agli utenti di ottenere tutte le informazioni, l'assistenza e i servizi di risoluzione dei problemi necessari a operare in modo efficiente a livello transfrontaliero;
  • connettere tra di loro tutti i registri delle imprese e i registri fallimentari e collegarli al portale della giustizia elettronica, che diverrà uno sportello unico;
  • definire un progetto pilota con le amministrazioni per applicare il principio di "una tantum" per le imprese a livello transfrontaliero; ciò significa che le imprese dovranno fornire la documentazione alle autorità pubbliche in un solo paese dell'Unione, anche se opereranno in altri Stati membri dell'UE;
  • aiutare gli Stati membri a sviluppare servizi di sanità elettronica transfrontalieri come le prescrizioni e le cartelle cliniche elettroniche;
  • accelerare la transizione verso gli appalti elettronici, le firme elettroniche e l'attuazione del principio "una tantum" negli appalti pubblici.